
Memories (2019)
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30 minuti
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ideazione e coreografia: Giovanfrancesco Giannini, Fabio Novembrini, Valentina Zappa
con il contributo dell’artista Dianling Zhang
drammaturgia: Fabrizio Massini
con il sostegno di Crossing the Sea - Marche Teatro, SETA Hong Kong, Er Gao dance production Guangzhou, Compagnia Virgilio Sieni
produzione: Fabbrica Europa, Compagnia Simona Bucci, Aiep Ariella Vidach, Körper
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​MEMORIES_an archive of gestures è un progetto di Giovanfrancesco Giannini, Fabio Novembrini, Valentina Zappa.
Nato dal progetto “Crossing the sea” (programma “Boarding Pass Plus” promosso dal MiBACT) in collaborazione con Er Gao Dance Production di Guangzhou (Cina), è una riflessione sull’incontro, sulla possibilità di affidarsi all’Altro e riconoscersi in un punto comune presentando la propria diversità.
In una negoziazione con la memoria, con il suo consolidarsi e stratificarsi nei corpi, la coreografia dialoga con l’oblio, con le dinamiche di resistenza verso di esso ma anche con lo spazio lasciato dal suo diritto.
Il corpo qui è inteso come corpo politico che assorbe e restituisce i segni del presente, rispondendo a quelle forze politiche che mirano ad amplificare la paura del diverso, alimentando razzismo e xenofobia. Il progetto mira a verificare coreograficamente se una nuova globalizzazione positiva basata sullo scambio tra culture e visioni sia possibile e se la danza può essere testimone di nuovi spiragli di umanità.
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ENG
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​MEMORIES_an archive of gestures is a project by Giovanfrancesco Giannini, Fabio Novembrini, Valentina Zappa. Born within by the “Crossing the sea” project (supported by the “Boarding Pass Plus” programme promoted by the Italian Ministry for Heritage and Cultural Activities) in collaboration with Er Gao dance production Guangzhou, it is a reflection on the encounter, on the possibility of relying on the other and recognizing oneself in a common point by presenting one’s own diversity.
In a negotiation with memory, with its consolidation and stratification in the bodies, the choreography dialogues with oblivion, with the dynamics of resistance towards it but also with the space left by its right.
The body here is intended as a political body that absorbs and returns the signs of the present, responding to those political forces that aim to amplify the fear of the different, fueling racism and xenophobia. The project aims to choreographically verify if a new positive globalization based on the exchange between cultures and visions is possible and if dance can witness new glimpses of humanity.
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